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Fig. 1: Manovra e segno di Finkelstein
Fig. 2: Apertura canale di scorrimento tendini APL-
EBP













U.O.C.
MICROCHIRURGIA GENERALE
E SEZIONE DI CHIRURGIA DELLA MANO



Morbo di
De Quervain


Il morbo di De Quervain, è una patologia
infiammatoria della guaina sinoviale che avvolge i
tendini abduttore lungo (APL) ed estensore breve
(EBP) del pollice che si trovano insieme in un tunnel
fibroso, sul lato radiale del polso, il primo canale degli
estensori. Questi tendini lavorano come dei lunghi
tiranti contenuti in una guaina, (un po' come il filo del
freno della bicicletta) che partendo dall'avambraccio
ed attraversando muscoli ed altri tessuti, giungono al
primo dito. Il morbo di De Quervain è legato ad una
predisposizione anatomica dei tendini ed a fattori
scatenanti come per esempio attività ripetitive
(sovraccarico funzionale). Il nodulo doloroso, che può
diventare anche visibile, corrisponde all'ispessimento
del tetto del canale degli estensori del primo dito. Il
rigonfiamento può causare dolore a livello del polso
soprattutto facendo il pugno, afferrando e stringendo
oggetti o ruotando il polso.
Cause:
La malattia si presenta spesso in persone che eseguono
movimenti violenti o molto ripetitivi con il polso. Per
questo è frequente nei musicisti, nelle signore dedite al
cucito e al ricamo, in chi usa molto il mouse o la
tastiera del computer e nelle mamme, specie
nell'ultimo periodo dell'allattamento, quando il bimbo
diventa pesante. In effetti, all'epoca di De Quervain,
questa era conosciuta come la malattia delle balie e
delle ricamatrici. Una causa comune del morbo di De
Quervain è la tenosinovite, ovvero l'infiammazione ed
edema dei tendini che si trovano nel polso dal lato del
pollice. L'irritazione causa un rigonfiamento dei tessuti
intorno al tendine determinando così un cambiamento
di volume della zona o causando un inspessimento dei
tendini; questo fa sì che questi non possano scorrerre
come dovrebbero.
Il Morbo di De Quervain non è infrequente trovarlo
associato ad una sindrome del tunnel carpale o al dito a
scatto.
Sintomi:
il sintomo principale è il dolore al margine radiale del
polso e lungo il dorso del pollice. Il dolore può
insorgere gradualmente o all'improvviso ed è avvertito
nel polso potendo irradiarsi lungo l'avambraccio; di
solito peggiora con l'uso ripetuto della mano e del
pollice specialmente durante la rotazione del polso e
quando si afferrano con forza gli oggetti (pentole,
bottiglie).
Solitamente
il
paziente
nota
un
rigonfiamento a livello del polso associato a dolore che
rende difficoltoso il movimento del pollice e del polso
stesso.
Esami diagnostici:
La diagnosi si basa sulla descrizione dei sintomi, che
sono molto caratteristici. Una prova molto utilizzata è
il segno di Finkelstein, che si esegue facendo stringere
il pollice all'interno delle altre dita chiuse a pugno e
contemporaneamente chiedendo al paziente di
inclinare il polso nella direzione opposta a quella del
pollice. Questa manovra provoca un intenso dolore
nella sede in cui la guaina si è ristretta. Normalmente
una visita medica specialistica è sufficiente per
formulare la diagnosi, può essere utile un'ecografia,
mentre la radiografia è inutile, poiché non mostra
alcuna alterazione.
Terapia:
Lo scopo del trattamento in questa patologia è quello
di eliminare il dolore, restituire il normale scorrimento
dei tendini. Nelle fasi iniziali il trattamento può
prevedere l'utilizzo di splint dedicati, farmaci anti-
infiammatori, fisiochinesiterapia. Fondamentale in
questa fase è la diminuzione dell'attività lavorativa o
manuale che può essere coinvolta nell'instaurarsi della
patologia.
Se questi trattamenti non hanno avuto beneficio, e la
sintomatologia dolorosa permane o si aggrava, si passa
al trattamento chirurgico. Questo viene eseguito in
regime di day hospital, ed ha lo scopo di liberare i
tendini mediante l'apertura del loro canale di
scorrimento, e la pulizia dei tessuti infiammati
circostanti (tenosinoviectomia) .
L'incisione cutanea è di circa 2 cm. Dopo l'intervento
si può e si deve muovere da subito la mano, ma è
bene evitare sforzi per 20-30 giorni
.
A giudizio del medico seguirà l`utilizzo ed un
protocollo riabilitativo di fisiokinesiterapia mirata
post-chirurgica
ed eventualmente di uno splint per
accelerare
i
tempi
di
recupero.
È normale che alcuni pazienti possano accusare un
senso di fastidio e di minore sensibilità nella regione di
intervento, maggiore di altri per alcuni mesi. Si può
riprendere il lavoro in 7-10 giorni nel caso di lavoro di
concetto, in 20-30 giorni nel caso di lavoro manuale
pesante. I rischi legati all'intervento (fortunatamente
molto rari) sono principalmente: la formazione di una
cicatrice dolorosa (che però in genere migliora in 3-6
mesi), la lesione chirurgica (o in corso d'intervento) di
un ramo nervoso (soprattutto nel caso di decorsi
anatomicamente anomali) o vascolare e le infezioni.
Nei casi di recente insorgenza della patologia i disturbi
regrediscono quasi immediatamente in seguito
all'intervento, mentre nei casi molto gravi, in cui si sia
giunti ad tenosinovite importante, questa può
migliorare,
ma
non
risolversi
del
tutto.

Tra le tecniche chirurgiche a cielo aperto quella
microchirurgica, è la procedura eseguita dalla nostra
equipe; tale metodica assicura oltremodo il rispetto
delle strutture anatomiche più delicate, grazie
all'ausilio di mezzi ottici d'ingrandimento (4x) ed offre
al paziente le migliori garanzie.
Anestesia: Tronculare dei rami cutanei del nervo
radiale