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lesionato, il dito interessato non può essere piegato. programma riabilitativo per 4-6 settimane. Tra il 12° e il 14° giorno post-operatorio vengono rimossi i punti e consigliato confezionamento di split dinamico da parte di fisioterapisti specialisti della riabilitazione della mano. Generalmente dopo 6 settimane dall'intervento, il dito interessato può essere impiegato per sforzi di media entità, mentre dopo 3 mesi può essere usato senza restrizioni.Si può riprendere il lavoro in 7-10 giorni nel caso di lavoro di concetto, in 30-90 giorni nel caso di lavoro manuale pesante (in base al tipo di lesione). I rischi legati all'intervento (fortunatamente molto rari) sono principalmente: la formazione di una cicatrice dolorosa (che però in genere migliora in 3-6 mesi), la lesione chirurgica (o in corso d'intervento) di un ramo nervoso Dopo l'intervento non si deve muovere il dito interessato
deputati alla flessione delle dita della mano si trovano nell'avambraccio; sono deputati al movimento delle dita attraverso la trazione di corde tendinee che collegano il muscolo all'osso. I tendini dei muscoli flessori delle dita originano al terzo prossimale dell'avambraccio. Il pollice ha solo il muscolo flessore lungo mentre ogni altro dito ha due muscoli flessori (flessore breve e flessore lungo). Il primo si inserisce sulla seconda falange di ogni dito sulla faccia volare e piega la prima articolazione interfalanfea mentre il secondo si inserisce alla base della terza falange sulla faccia volare e piega tutto il dito sul palmo. Il tendine superficiale, arrivato alla seconda puleggia anulare (seconda falange), presenta una divaricazione delle fibre, attraverso cui passa il tendine profondo. I tendini flessori, dopo essere entrati nella mano, percorrono dei tunnel fibro-ossei formati da pulegge anulari e a croce. La funzione delle pulegge è di permettere un'azione meccanica eccellente ai tendini flessori impedendo il formarsi della corda d'arco tra il dito interessato e il palmo. Ferite profonde a livello della faccia volare del polso, mano o dita possono solitamente causare rottura completa o parziale del tendine\i flessore\i. In questi traumatismi può esservi il coinvolgimento anche di altre strutture, come le arterie, le strutture nervose e la parte scheletrica. Il tendine flessore coinvolto può retrarsi per un effetto elastico dato dalla tensione muscolare in senso prossimale, per cui il suo reperimento a livello della ferita risulta molto dita sono piegate per afferrare un oggetto, il rilascio elastico del tendine in seguito a lesione comporta un immediato raddrizzamento delle dita e impossibilità alla prensione delle dita coinvolte. Un tendine che ha subito una lesione parziale può ancora permettere alle dita di piegarsi e permettere una presa ma generalmente accompagnata da dolore. Quando invece un tendine è lesionato completamente, in dito non può piegarsi. Guarigione tendinea. Una volta posta diagnosi di lesione del tendine flessore, è necessario provvedere alla riparazione. La riparazione può essere eseguita subito oppure può essere differita. La riparazione primaria è di solito eseguita entro le prime 24 ore dall'evento traumatico: questa è la pratica preferita, perché la ferita non presenta ancora tessuto cicatriziale e vi è minor rischio di infezione. La riparazione primaria differita si ha quando sono passate più di 24 ore dall'evento traumatico. La riparazione secondaria differita è eseguita in un tempo compreso tra 10 giorni e 6 settimane dall'evento traumatico. Al momento delle 6 settimane l'unità muscolo-tendinea è retratta e la guaina del flessore presenta aderenze cicatriziali ciò rende difficile la riparazione diretta. Cause: Lesioni atraumatiche: Tra queste distinguiamo quelle secondarie a patologia di natura dismetabolica e quelle secondarie a patologie infiammatorie croniche o iatrogene. Per esempio nel paziente reumatoide si possono avere la rottura dei flessori della mano all'interno di un dito come conseguenza di una tenosinovite infiltrante o a livello del polso a causa dell'usura tendinea provocata dall'osso specialmente a carico del tendine flessore lungo del pollice. Nette da taglio Lacero contuse Da rottura sottocutanea Da avulsione dell'inserzione ossea Sintomi: In caso di lesione parziale si avrà una possibile conservazione della funzione flessoria associata di solito a dolore. Nel caso di una lesione completa si avrà deficit completo della flessione del dito sulla mano. Esami diagnostici: Normalmente una visita medica specialistica è sufficiente per formulare la diagnosi che verrà, nei casi dubbi, confermata dall'ECOGRAFIA o RMN. Terapia: Chirurgica per la ricostruzione del tendine o della sua inserzione ossea e per la liberazione da esiti cicatriziali. Tra le tecniche chirurgiche a cielo aperto quella microchirurgica, è la procedura eseguita dalla nostra equipe; tale metodica assicura oltremodo il rispetto delle strutture anatomiche più delicate, grazie all'ausilio di mezzi ottici d'ingrandimento (2-4x) ed offre al paziente le migliori garanzie. La riabilitazione fisioterapica di questo tipo di lesioni è fondamentale per la mobilizzazione precoce che permette di intervenire sulla cicatrizzazione al fine di formare aderenze di tipo elastico per un migliore scorrimento tendineo. La mobilizzazione va attuata proteggendo la sutura da un eccessivo stress e il tendine dal rischio di rottura. Le ortesi (stecche o valve gessate e split in termo- plastica) sono lo strumento principale di protezione da traumi esterni . Dopo l'intervento, ed in base al tipo di lesione, il dito interessato deve essere bloccato nei movimenti e protetto dagli urti. Deve essere pianificato un | |