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morbo di dupuytren
Morbo di Dupuytren.
Nei casi in stadio non molto avanzato (stadio 2-3) i
disturbi regrediscono quasi completamente in seguito
all'intervento, mentre nei casi molto gravi (stadio 4), in
cui si sia giunti ad una flessione completa delle dita,
questa può migliorare, ma non risolversi del tutto.

Tra le tecniche chirurgiche a cielo aperto quella
microchirurgica, è la procedura eseguita dalla nostra
equipe; tale metodica assicura oltremodo il rispetto
delle strutture anatomiche più delicate, grazie
all'ausilio di mezzi ottici d'ingrandimento (2-4x) ed
offre al paziente le migliori garanzie.

Anestesia: Plesso brachiale
Fig. 2: Formazione di noduli e cordoni a partenza dalla
fascia palmare
Fig. 3: Stadio della patologia il cui non si riesce più a
stendere la mano completamente aperta su una
superficie piatta.













U.O.C.
MICROCHIRURGIA GENERALE
E SEZIONE DI CHIRURGIA DELLA MANO




MORBO DI
DUPUYTREN



background image
La malattia prende il nome dal barone Guillaume
Dupuytren, chirurgo francese che nell'800 la descrisse
nel suo cocchiere. Si tratta di una malattia piuttosto
diffusa, dovuta all'ispessimento e alla retrazione della
fascia fibrosa che si trova subito al di sotto della cute
del palmo della mano, che viene detta aponeurosi
palmare (fig. 2), e può portare a limitazione dei
movimenti delle dita. Nei casi avanzati viene a
formarsi un cordone sottocutaneo che può estendersi
dal palmo alle dita. Il cordone può causare una
graduale chiusura delle dita nel palmo con difficoltà
alla apertura delle stesse. L'origine di questa patologia
e' ancora sconosciuta ed al momento non esiste
ancora un trattamento risolutivo
, essendo
una
patologia tendente alla recidiva.
La caratteristica della patologia e' di non essere
dolente.
Essa può associarsi ad una forma del tutto simile, che
colpisce la pianta del piede (malattia di Ledderhose) e,
assai più raramente, alla cosiddetta malattia di La
Peyronie, che colpisce il pene.

Cause:
la malattia di Dupuytren colpisce prevalentemente
persone di razza bianca nord europei. E' più frequente
negli uomini e di solito inizia dopo i 40 anni. In alcuni
casi e' presente una familiarità. Alcune persone
possono sviluppare forme più severe della patologia in
particolare coloro che:
-sviluppano la malattia in età più giovane
-hanno la stessa forma in altre zone del corpo
-hanno storia clinica di patologie epatiche da abuso di
alcol
Le lesioni della mano non sono state direttamente
correlate alla causa della malattia, mentre si è vista una
certa corrispondenza con i microtraumi della mano.

Sintomi:

la malattia di Dupuytren insorge nella maggiorparte dei
casi come un piccolo nodulo od ispessimento al palmo
della mano. Questo di solito si forma in corrispondenza
delle linee della mano in corrispondenza della base del
dito anulare e del mignolo. Con il passare del tempo la
malattia può estendersi alla regione del palmo della
mano e delle dita
coinvolgendo la cute ed i tendini
provocando la retrazione delle dita all'interno del
palmo
. I pazienti generalmente si accorgono della
patologia quando non riescono più a stendere la mano
completamente aperta su una superficie piatta, come
un tavolo (fig. 3). Nei casi avanzati l'eccessiva
flessione delle dita impedisce le normali attività
quotidiane, quali lavarsi le mani, indossare guanti e
mettere la mani nelle tasche.
La malattia è spesso bilaterale.

Classificazione in stadi della malattia:
Stadio 1. Presenza del nodulo senza alcuna flessione
delle dita.
Stadio 2. Flessione delle dita < 45°
Stadio 3. Flessione delle dita < 90°
Stadio 4. Flessione delle dita > 90°
Fig. 1: Sedi preferenziali di localizzazione della
malattia

Esami diagnostici:
Una storia clinica dettagliata su come le mani sono
state usate e se si hanno avuti precedenti traumi
possono essere molto utile per fare pensare al medico
che possa essere presente questa patologia. La diagnosi
resta prettamente clinica.

Terapia:
Non esiste un trattamento definitivo per questa
patologia. Negli stadi iniziali può essere fatto un
tentativo non chirurgico con dei tutori, il cui scopo e
quello di ritardare il più possibile il piegamento delle
dita. Quando questo inizia ad essere importante il
trattamento di scelta è quello chirurgico. Lo scopo
della chirurgia e' quello di ristabilire per quanto
possibile la corretta posizione delle dita.
Nella quasi totalità dei casi dovrà ricorrere
all'intervento chirurgico.
Lo scopo dell'intervento è quello di ristabilire per
quanto possibile la corretta funzione e posizione delle
dita.
La malattia può recidivare dopo intervento
chirurgico sviluppando cordoni di malattia lungo gli
stessi raggi (o in altri diversi) della mano (fig. 1).

Dopo l'intervento, le dita vengono lasciate libere dalla
medicazione, pertanto si possono e si devono muovere
da subito, ma è bene evitare sforzi per 20-30 giorni.
A giudizio del medico si può effettuare
fisiokinesiterapia mirata post-chirurgica per accelerare
i tempi di recupero.
Si può riprendere il lavoro in 7-10 giorni nel caso di
lavoro di concetto, in 20-30 giorni nel caso di lavoro
manuale di media intensità.

I rischi legati all'intervento (fortunatamente molto rari)
sono principalmente: la formazione di una cicatrice
dolorosa (che però in genere migliora in 3-6 mesi), la
lesione chirurgica (o in corso d'intervento) di un ramo
nervoso (soprattutto nel caso di decorsi
anatomicamente anomali), lesione di vasi digitali e le